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Alessandra Pantano smentisce la convinzione che riduce la parola scritta a semplice calcolo o manifestazione del pensiero
L'Arena
autrice Alessandra Pantano
pagine 148
ISBN 978-88-98174-17-1
prezzo di copertina € 14,00
Prezzo di listino € 14,00
Risparmio 10%
Prezzo scontato € 12,60
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Alessandra Pantano ha voluto mostrare come la scrittura di Marguerite Duras sia stata il tentativo di esprimere una nuova forma di pensiero, intendendone uno che possieda tutta la forza simbolica di quello filosofico nonostante nasca come scommessa di scrittura.
In questo modo riprende il gesto e l’intenzione di donne che hanno mostrato come la grande scrittura femminile sia da considerare una forma di investigazione del mondo e del suo senso attraverso le possibilità segrete che la lingua offre e che vanno scoperte affinché l’essere del mondo si riveli. In questa cornice con il proposito di individuare una forma nuova del pensiero femminile, l’autrice si dedica a coglierne tutta la singolarità e originalità nelle opere di Marguerite Duras.

Chiara Zamboni

 

Marguerite Duras suggeriva di leggere i suoi testi a sbalzi, senza continuità.
Il consiglio di Duras non è una precauzione utile a evitare l’abbandono precoce della lettura né un rimedio per facilitare la comprensione del senso. A me suona come l’annuncio di una nuova forma di pensiero e di realtà costruita dalla sua scrittura. Duras consiglia una lettura frammentaria, che si interrompa per poi riprendere in un secondo momento. L’interruzione è l’inizio della scrittura, del pensiero, del ricordo. Senza lo spazio vuoto della discontinuità nulla può accadere. Le parole mancanti sono buchi che permettono al testo forato l’interazione con quanto sta fuori. È questa l’operazione difficile ma necessaria della scrittura. Con l’arte della povertà Marguerite Duras ha rischiato: la sua scrittura, infatti, è al limite del dicibile. Ma con la fiducia che il poco fosse l’essenziale, si è giocata tutto quel che aveva.

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