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Soffia un vento contrario. Il concorso di Lìbrati

prezzo di copertina 10,00
autrice le vincitrici del concorso di Lìbrati
ISBN 978-88-98174-19-5
collana fuori collana
pagine 98
Prezzo pieno: € 10,00
Sconto 10,00%
Prezzo vendita: € 9,00
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Risvolto
Abbiamo cercato parole di donne che hanno saputo contrattare con il linguaggio per librarsi in volo e inventare espressioni di felicità, slancio, entusiasmo, ironia, tenacia. E le abbiamo trovate.
Sono quelle delle vincitrici del concorso Lìbrati e vola: Barbara Buoso, Mara Barbuni, Laura Ruzickova, Silvia Battistella, Monica Bauletti, Francesca Cenerelli, Barbara Lisci, Federica Marzi, Laura Marzi, Carla Menon, Paola Nasti, Maria Orlando, Raffaella Poli, Ivi Tsamopulo, Elena Zilio.
Il concorso, in collaborazione con Lìbrati, la Libreria delle donne di Padova, nasce perché sappiamo bene che la storia dell’intimità straordinaria tra le donne e la scrittura pretende il nostro impegno. Urla i nostri nomi a squarciagola. E li scandisce bene uno per uno. Sono i nomi delle donne che hanno il cervello rutilante di parole e di frasi, magari di libri interi. I nomi delle donne che scrivono, frenetiche, fino a notte fonda. O di quelle diligenti che si svegliano la mattina presto per buttare giù almeno qualche riga, fino a quando, bevendo l’ultimo sorso di caffè freddo, chiudono il quaderno e spengono il computer per scappare a scuola, al lavoro o a scarrozzare figli qua e là, spinte da una smania che non coglie la parola giusta o le vorrebbe tutte per sé, senza regola. Perché rimane sempre qualcosa di non articolabile. Una trattativa senza fine! Così ci pensano su, strada facendo.
Sono i nomi delle donne che tengono chiusi fogli e fogli in attesa nell’angolo buio di un cassetto, tra vecchie fotografie, lettere di vent’anni fa e biglietti di auguri stropicciati. Le donne che un bel giorno passano dall’ufficio postale per spedire fascicoli preziosi all’indirizzo di una casa editrice e aspettano con il fiato sospeso. I nomi delle donne per cui scrivere è un’impresa scoraggiante, eccome, ma altrettanto irresistibile. Le donne che avviano riviste letterarie, blog, circoli di lettura, che scrivono per due lire o per niente. E anche i nomi delle donne che sanno afferrare l’occasione buona. Come questo concorso. 

Dalla quarta
L’ho sempre fatta romanzata, me ne rendo conto. Ero semplicemente innamorata di ogni cosa si alzasse da terra. Non mi sarei occupata di asole e orli, né di occhielli e rimaglio: avrei preso lezioni di volo grazie al mio pacco. La velina bianca utile per fare i cartamodelli era perfetta per il mio piano. Aveva la consistenza della brezza, librava, avrei costruito, tratteggiando con l’aiuto della squadra e dei gessi colorati, degli aquiloni ultraleggeri molto più abili al volo rispetto a quelli che costruivamo con le carte delle uova di Pasqua, sicuramente una carta adatta al volo ma facilmente lacerabile in quota e che le prendeva, eccome se le prendeva, dagli stornelli di vento. Nemmeno la carta crespa ci permetteva di costruire aquiloni capaci di salire in alto, oltre alle nuvole, era una carta porosa che si frapponeva all’aria, quasi ingurgitandola sputacchiando sbuffi di incertezza che impedivano all’aquilone di andare più su. La velina da sartoria, invece, era nata per volare pur essendo – per una insolita coincidenza del destino – nata per fare altro.

Se vuoi sapere chi sono le vincitrici del concorso di Lìbrati clicca qui

 

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